lunedì 9 luglio 2012

"Soul surfer", una bella storia che fa riflettere (e piangere).

Iei sera io e Victor eravamo a casa da soli (cosa che non capita quasi mai) e abbiamo deciso di guardare un bel film.

Ho scelto di guardare "Soul surfer". Chi volesse guardare questo film è pregato di non andare avanti con la lettura del post altrimenti scoprirà la trama e il finale!!!

"Soul surfer" racconta la vera storia di Bethany Hamilton, una giovanissima surfista americana originaria delle Hawaii che, nel 2003, visse un'esperienza tremenda: mentre si trovava in mare sdraiata a pancia in giù sulla sua tavola da surf, un enorme squalo tigre la attaccò e le tranciò di netto il braccio sinistro.Bethany perse il 60% del suo sangue durante il tragitto verso l'ospedale ma, nonostante questo, si salvò. I medici lo considerarono un vero miracolo.
Dopo l'attacco la vita di Bethany cambiò: tutte le cose che in precedenza riusciva a fare senza problemi divennero quasi impossibili...legarsi i capelli, allacciare il bikini, tagliare un'arancia si trasformarono da semplici gesti che fanno parte della vita quotidiana in operazioni molto difficili, quasi impossibili da compiere senza l'aiuto di qualcuno.Insomma, la vita di questa tredicenne divenne una sfida quotidiana. Ma la sfida più grande che Bethany affrontò fu la seguente: tornare a surfare. Bethany viveva per il surf, era il suo ossigeno, la sua droga, la sua passione. Decise che non avrebbe permesso che l'attacco dello squalo le togliesse la possibilità di surfare e, così, ad un mese dall'incidente, tornò sulla tavola.
Surfare con un braccio solo è tutt'altro che semplice (io penso che non ce la farei nemmeno se avessi quattro braccia e quattro gambe e se m'incollassi alla tavola, figuriamoci...) ma Bethany si allenò duramente e alla fine riuscì a tornare la campionessa di un tempo classificandosi prima in varie gare e prendendo parte a innumerevoli competizioni.

Io conoscevo già la storia di Bethany perchè, siccome nutro una strana passione per gli squali (mi terrorizzano e mi attraggono allo stesso tempo), mi sono vista tutti i documentari che hanno a che fare con loro incluso un reportage che parlava anche del caso di Bethany. Pur conoscendo già questa vicenda, però, non mi sono lasciata scappare il film e credo di aver fatto proprio bene!
E' un film molto grazioso. La colonna sonora è stupenda, gli attori sono tutti bravissimi e credibili nei loro ruoli e la storia di Bethany fa provare tantissime emozioni diverse: entusiasmo, allegria, paura, tistezza, gioia di vivere...in molti punti del film mi sono ritrovata con i lacrimoni agli occhi e, alla fine, avevo tutto il mascara e la matita colati.

Quella di Bethany è una storia di speranza. Ti insegna ad apprezzare la vita anche quando sembra che tutto sia contro di te. Ti insegna a rialzarti quando cadi, a non mollare, a guardare le cose da un'altra prospettiva, a vedere del buono anche nelle situazioni più brutte. Questa giovanissima ragazza piena di coraggio mi ha ricordato un po' le cancer bloggers che ho conosciuto su internet perchè anche loro, come  lei, non si sono mai arrese.

Un'altra cosa che ho molto apprezzato del film sono le riprese dei paesaggi. Ero senza fiato. E' incredibile pensare che al mondo ci siano posti così meravigliosi, così pieni di vita...sembrava il paradiso.

Quando avrò i soldi per permettermi un bel viaggio dovrò ricordarmi delle isole Hawaii.

La vera Bethany Hamilton che nel film è interpetata dalla bravissima AnnaSophia Robb


Un esempio di paesaggio tipo delle isole Hawaii



Questa dovrebbe essere la spiaggia (meravigliosa) in cui Bethany subì l'attacco dello squalo



Uno degli spettacoli offerti dall'entroterra



 


5 commenti:

  1. ecco, io adoro nuotare ma al mare non mi spingo mai al largo perchè ho una paura atroce degli squali!!! Mi prenderai per scema, so che da noi è praticamente impossibile trovarne ma io ho paura lo stesso!
    Sembra proprio un bel film!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non preoccuparti,Lady!Io ho lo stesso problema:quando vado al mare posso arrivare anche dove non tocco ma mi guardo continuamente intorno e non sopporto l'idea di non sapere cosa ci sia sotto i piedi!!!Tutti ridono di me e mi prendono per pazza ma io ho il terrore degli squali anche se al tempo stesso mi piacciono:-)
      Mi piacerebbe tanto immergermi con gli squali bianchi in Sudafrica ma solo perchè sarei in una gabbia super sicura!!!

      Elimina
    2. Ieri skycinema +24 mi ha permesso di vedere il film!! Che spiagge da paura!!! Poi bello e fatto davvero bene soprattutto l'epilogo con le foto della vera Bethany!

      Elimina
    3. Sono contenta che tu l'abbia visto e che ti sia piaciuto!!!
      Le spiagge sono davvero incredibili...mi è venuta una voglia matta di essere lì (anche se a massimo 4 metri di distanza dalla riva ;-) ).

      Elimina
  2. Ovviamente ho letto tutta la trama che hai scritto data la mia proverbiale curiosità.... comunque insegna un sacco di cose sì.
    pure io sono di quelle che al mare devono rimanere entro un'area circospetta e che è considerata sicura... io nel mio torbido mare veneto (l'adriatico) non ci metto proprio piede, l'acqua è torbida e non capisco cosa ci sia sotto.
    In mari come quelli della sardegna rimango in acqua senza problemi ehehehe
    tra l'altro, il mio livello di nuotatrice è rimasto al cagnolino. terribile....eheheh
    ciao!!!

    RispondiElimina